Numa: “La musica svolge un lavoro subliminale nell’animo delle persone”

Ph. Dino Borelli

di Claudio Donato

Una piacevole intervista con Numa, cantautrice e produttrice, con la quale abbiamo parlato dell’uscita del suo singolo 6TU. Promotrice del pensiero positivo, attraverso la semplicità dei suoi testi, l’obiettivo di Numa è quello di arrivare al cuore delle persone, creando una sorta di scambio energetico che serve al raggiungimento di un equilibrio essenziale per affrontare la nostra vita quotidiana.

Numa, vogliamo parlare del singolo 6TU. Ricordiamo che il testo è tuo e  Phil Palmer ne ha curato anche la musica e l’arrangiamento. Qual è il messaggio che vuole mandare? 

Certo. A questo brano, insieme a Phil, ha collaborato anche Max Minoia per quanto riguarda gli arrangiamenti. Alla batteria c’è Steve Ferrone e al basso abbiamo avuto il piacere di avere Trevor Horn che ci ha dato delle belle idee sulla canzone. Anche lui ama molto le sonorità degli anni ’80. La mia musica ha come finalità quelli che amo definire dei ponti dorati per noi esseri umani, in grado di creare delle sinergie in questo momento un po’ buio. In alcuni casi, trovo che vi sia una musica un po’ troppo urlata. La musica lavora in maniera molto subliminale nell’animo delle persone. Ha il potere di entrare nel nostro cuore e il suo messaggio, che può essere di dolore, frustrazione, angoscia oppure gioia ed energia positiva, dentro di noi avrà una risonanza fortissima. Da 25 anni mi occupo di tecniche energetiche e le applico alla musica. La scelta delle parole fa la differenza. I miei testi sono creati con una tecnica chiamata neurosemantica, dove il contenuto nasce dal cuore e dall’anima, ma poi viene esteso in modo che il nostro cervello possa recepirlo senza blocchi o pause, ma in maniera fluida. Non devono esserci quei termini che possono creare alla nostra mente delle battute di arresto”.

Questo brano anticipa l’uscita del nuovo album. Ci puoi anticipare qualcosa? 

“Sì. L’album sta prendendo vita. Tutti i singoli che ho realizzato in questi anni sono accompagnati da videoclip che sono un racconto totale delle storie legate a quel determinato momento. Metterò insieme 10 anni di lavoro. Ci saranno canzoni in lingua spagnola e inglese e alcuni inediti”.

Ph. Dino Borelli

La semplicità è il metodo migliore per arrivare al cuore della gente. Spesso si va alla ricerca di paroloni che lasciano il tempo che trovano. Tante volte vogliamo complicarci le cose, anche quando abbiamo la soluzione a portata di mano. Perchè?

Bella domanda. Perché è il frutto di un sovraffollamento interiore che abbiamo. Io lo vedo come un processo di crescita che stiamo attraversando. A mio avviso, siamo alla ricerca della consapevolezza. I nostri conflitti interiori, le contraddizioni, in qualche maniera, compaiono anche nei testi. Quando scrivo vado alla ricerca di un equilibrio. Il testo del singolo 6TU, parla di quel bambino che è in noi”.

Ognuno di noi dovrebbe saper ascoltare quella voce bambina che abbiamo dentro. Vedere il mondo con gli occhi di un bambino aiuta tanto, soprattutto in questo particolare momento che attraversiamo. Lo stesso Pascoli, parlava di questo fanciullino che vive in noi. A te, cosa suggerisce nei momenti in cui decidi di ascoltarlo? 

“La voce interiore di questo fanciullino per me è stata fondamentale. Questa estate mi ha salvato da un importante problema che ho avuto. Per poter andare avanti dobbiamo fare un lavoro interiore. Evidentemente ho ascoltato poco questa fanciullina che è dentro me. Mi sono lasciata sopraffare dalle responsabilità. La grande magia dell’equilibrio di cui parlavo, sta nell’amare gli altri così come amiamo noi stessi, senza disperdere la nostra vita in vari frammenti. Dobbiamo riprendere i nostri pezzi e ricomporli per avere radici forti dentro di noi. Questa canzone è il canto della mia bambina interiore, che mi stava portando alla guarigione”.

6Tu è un brano che richiama queste tipiche atmosfere degli anni ’80, un periodo del quale sentiamo nostalgia, anche per la scarsità di contenuti che ascoltiamo negli ultimi anni e l’assenza della bella melodia. Come mai si è arrivati a questi risultati? 

Domandona. Su questa domanda ho fatto tantissime riflessioni per cercare di capirne il motivo. La musica degli anni ’80 è fortemente legata alla bella melodia, alla grande qualità e alla preparazione dei musicisti. Si capiva cosa si stava cantando. Oggi, tra autotune e altre situazioni, tutto è diverso. Viviamo lo specchio della società attuale.  Le sonorità degli anni ’80 le ritengo eterne”.

Ph. Dino Borelli

Dal punto di vista della produzione musicale italiana hai collaborato con artisti di grande livello: Adriano Celentano, Renato Zero, Pino Daniele, George Michael. Mi indicheresti una qualità di ognuno di loro? 

Celentano lo definirei un eterno fanciullo, che ancora si diverte ed emoziona quando canta. Renato Zero è il più grande professionista che abbia incontrato. Pino Daniele era l’anima, un musicista sopraffino. Aveva un’anima che fuoriusciva dalle sue dita, dalla sua voce e da tutto ciò che faceva. George Michael, invece, aveva delle idee innovative per quanto riguarda la composizione, suffragate da una capacità canora fuori dal comune”.

Ci sono alcuni nomi di giovani che ritengo potenzialmente in grado di fare grandi cose, mi riferisco a Verdiana e Lorenzo Fragola. Cosa pensi di questi due talenti? 

Verdiana è molto brava. E’ quel tipo di voce che adoro. Ha tutte le potenzialità per diventare grandissima. Lorenzo Fragola mi colpì subito, fin dalla primissima audizione. Ebbi come una folgorazione, tanto da esclamare che avrebbe vinto X Factor. Inizialmente, Phil Palmer era incredulo. Si chiedeva come facessi a prevedere questa cosa. Ma non è finita qui: infatti, oltre a vincere X-Factor, Phil fu chiamato per suonare la chitarra nel singolo di Lorenzo. E’ stato molto divertente. La stessa cosa successe con i Maneskin. Esclamai immediatamente: “Avranno un grande successo”.

Per quei pochi che non lo sapessero, diciamo che il grande Phil Palmer è tuo marito. Stiamo parlando di un chitarrista incredibile, che ha collaborato con nomi del calibro di Ramazzotti, Baglioni, Cocciante, Tina Turner, Elton John, ma ci fermiamo qui perché l’elenco è lunghissimo. Sappiamo che artisticamente è mostruoso, ma nella vita di tutti i giorni com’è? 

Una persona molto riservata. Ama tantissimo gli animali, gioca tanto con i nostri gattini. E’ molto riflessivo”.

Come vive l’attesa di un concerto?

Io ho imparato molto da lui. E’ molto sereno. La sua è la tranquillità dei grandi. Si prende il suo tempo per concentrarsi ed è una persona di sani principi”.

Sei molto impegnata nel sociale. Qual è il tuo maggiore desiderio che vorresti si realizzasse per aiutare chi soffre?

Dare non è qualcosa da misurare in base alla quantità. Vorrei che ci fosse un risveglio in ognuno di noi. Se tutti facessimo un piccolo gesto, riusciremmo a cambiare il volto di questo pianeta con grande velocità”.


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